Annientamento vs Ready Player One: lo scisma del gusto nerd

Cercare di capire la direzione possibile di questa webzine ha avuto un’interessante conseguenza: aver notato lo scisma che sta squassando proprio in questi mesi il pubblico “cosiddetto nerd”: quello interessato al cinema di genere, alla tensione, all’adrenalina ma anche ai temi inusuali, alla sperimentazione linguistica, all’innovazione tecnica e con una certa attitudine ribelle nei confronti del pensiero dominante. Lo so, sono tanti, troppi elementi: non per niente mi ritrovo, ogni volta, a dover (ri)costruire una definizione verosimile. E forse nei troppi elementi che dovrebbero convivere stanno le radici dello scisma.

I due estremi, di altrettante forme di “gusto”, mi sembrano rappresentati da due recenti film.

Da un lato Ready Player One, ultima fatica di Steven Spielberg che pecca per entusiasmo e reinvenzione, assestandosi su un film solido, d’intrattenimento per il pubblico generico ma in grado di scontentare molti dei suoi stessi destinatari potenziali (ne ho scritto qui).

Dall’altro Annientamento, sci-fi autoriale con elementi horror, con Natalie Portman, al centro di dibattito per essere stato distribuito internazionalmente su Netflix anziché in sala. Va detto che è tratto dal romanzo omonimo di Jeff VanderMeer, scrittore di fantascienza americano dal successo crescente, tradotto da noi da Einaudi e al centro di una (meritevole) de-scifi-zzazione, giusto per renderlo digeribile ai lettori italianigli stessi a cui per decenni è stato inculcato il concetto: “fantascienza/fantastico” = “merda”.

A costo di passare per il solito piantagrane (in realtà sarei quello del video pro-Marvel Cinematic Universe, eh) devo dire che neppure Annientamento mi ha soddisfatto. Come, nella stessa famiglia, dovrei dire di aver ampiamente sbuffato in sala a vedere The Shape of Water. In entrambi i casi gli elementi fantastici e tradizionalmente di genere – sempre nella percezione tricolore – sono svolti tenendo in considerazione un pubblico che si aspetta anche una certa complessità nelle psicologie dei personaggi. Bene quindi per Annientamento, in cui la storia di Lena, la protagonista, e della sua perdita del marito-ritrovamento fasullo-rabbia vendicativa è decisamente ben svolta e appagante (per un adulto). Meno per The Shape of Water, che Oscar a parte (o forse proprio per l’Oscar) sembra una favola di Natale per tifosi delle Minoranze (di Moda).

Ready Player One e Annientamento sono diametralmente opposti per età del loro pubblico, sebbene a partire da comune radice “nerd”. Al di sotto dei trent’anni il primo, con ambizioni e aspettative di divertimento disimpegnato/fuga dalla realtà e facile identificazione con una vicenda in cui la vita è divisa tra mondo reale e virtuale; al di sopra dei trent’anni il secondo, indicativamente adulti con famiglia. Gli stessi che magari non avrebbero fatto chilometri per trovare una sala cinematografica (hanno ormai altre priorità), ma sono stati ben felici di accendere Netflix la sera stessa della messa on line.

Sono regole assolute, queste? Assolutamente no. Perché l’età anagrafica è diversa dall’età sociale delle persone; ed è quest’ultima a decretare le abitudini di consumatori di contenuti. Inoltre c’è chi ha bisogno, per apprezzare un determinato film/libro/disco, di sentirsi parte di una cerchia di eletti; e chi invece ne fruisce perché gli va. Ma sono ragionevolmente certo che le persone disposte a pagare il biglietto per uno dei due film si siano disinteressate all’altro.

La distinzione qui riportata non è di merito. Nessuna delle due opere è “poco riuscita” in senso stretto. Hanno pubblici opposti, che si detestano l’un l’altro (sembra di parlare di politica). Per entrambi i film, inoltre, le recensioni entusiastiche quasi sempre sono spinte da motivazioni esterne alla qualità del film. Quali?

Ready Player One: citazioni; ritmo; effetti speciali; regia di Steven Spielberg.

Annientamento: Jeff VanderMeer; stile suggestivo; idea di partenza complessa e sfumata; personaggi caratterizzati come in un film d’autore/non di genere.

Eppure entrambi i film sono piuttosto ordinari nella sequenza di eventi, nell’alternare pieni e vuoti, nella confezione impeccabile con montaggio in dècoupage classico. Pur guardando a due pubblici diversi, sono entrambi film di genere/di intrattenimento in senso deteriore. Usano i molti strumenti per accattivare e coinvolgere lo spettatore, lo trascinano al seguito della vicenda, lo fanno uscire senza avergli lasciato praticamente nulla.

Sto invocando un ritorno a Sergej Eizenstein e alla sperimentazione linguistica? Voglio film ucraini sottotitolati in pakistano, privi di grammatica “di genere” ma con forti imprimatur autoriali nella messa in scena e nel montaggio? Ma no, mica sono impazzito. Eppure mi ha colpito aver trovato insoddisfacenti sia Ready Player One che Annientamento.

Per anagrafe e background dovrei essere nella categoria di chi ha speso fiumi di parole pro-Annientamento e che snobba Ready Player One. Certo vedere tutti quei voti alti per il secondo, su FilmTv, un poco mi ha urtato. Ma anche fatto riflettere. Perché al di là di qualche scelta estetica e narrativa, i due film sono davvero sovrapponibili. Preferire l’uno all’altro sarebbe davvero non capire come siano opere valide, ciascuna per il suo pubblico. E nessuna delle due destinata a rimanere.

Mi viene da pensare che ormai abbiamo fin troppo chiare le nostre origini – i John Carpenter, gli Steven Spielberg dei tempi d’oro, i Ghostbusters e gli Stephen King – e sarebbe finalmente il caso di smettere di contare le citazioni, la fedeltà al canone e i buchi di sceneggiatura. Di dividerci in tribù, e sottotribù, e microtribù individuali. E passare oltre. Alla ricerca di nuove forme di vita e nuove civiltà.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Creato su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: